C’È SOLO UN ALDIQUA’ O C’È ANCHE UN ALDILÀ?

C’È SOLO UN ALDIQUA’ O C’È ANCHE UN ALDILÀ?

“Io ho ritenuto e ritengo che le anime siano immortali”
(Giordano Bruno)

Questo è l’interrogativo che accompagna ogni persona che percorre il proprio percorso terreno e che ha generato nei tempi le religioni, gli esoterismi, le ritualità spirituali ma anche come contro altare l’ateismo, il materialismo, la miscredenza.

Essere gnostici o agnostici caratterizza l’essere umano: probabilmente in questa epoca l’essere agnostico ha una prevalenza maggiore.

Eppure, la stessa scienza per un certo periodo negazionista di un aldilà, riconosce un mondo “oltre”; si pensi alla fisica quantistica.

La mia personale ricerca interiore mi ha fatto approdare anni fa nell’antroposofia di Rudolf Steiner e perciò ho una certa visione spirituale dell’evoluzione del mondo.

Tuttavia, proprio la massima fondamentale di Steiner è “vivere nell’amore per l’azione e lascia vivere nella comprensione della volontà altrui” e pertanto rispetto ogni scelta e ogni credo.

Mi sono trovato nel mio ruolo di presidente di una Socrem, spesso a parlare con coloro che sono venuti a depositare la loro volontà di cremazione: ma soprattutto a voler accantonare i soldi necessari alle loro esequie: la risposta alla mia domanda sul come mai di questa scelta c’è quasi sempre come risposta “per evitare di lasciare incombenze ai propri cari, per determinare ordine dopo che loro non ci saranno più, per non arrecare problemi ai congiunti successori.

“Mi sorprese un dialogo con una anziana dottoressa, che nel suo aspetto fisico ricordava la Levi Montalcini: era piuttosto algida, gentile ma distaccata e alle mie domande se ella credesse nell’aldilà, in enti superiori, in Dio, nella reincarnazione, lei cercava di rispondermi in maniera logica e analitica negando ogni esistenza post mortem.

Fino a quando dopo un’ennesima domanda basata sulla maieutica socratica le domandai: “ma se una volta che lei non ci sarà più, come lei afferma, non esisterà più nulla, non ci sarà proprio un bel nulla, allora perché si preoccupa di lasciare un futuro tutto programmato, tutto preordinato, tutto in ordine? Dunque, vuole che questo atto d’altruismo prosegua e rimanga impresso anche quando lei non ci sarà più? Io se pensassi che non c’è nulla oltre questa vita non mi preoccuperei di lasciare nulla di buono, perché non ne avrei alcuna pensazione, perché secondo questa logica non mi dovrebbe interessare più niente”

Lei ci pensò per un attimo e poi mi rispose “voglio che rimanga di me una bella memoria, che quelli dopo di me che mi hanno conosciuta dovrebbero serbare una bella memoria di me”.

La memoria! Dunque, senza accorgersene lei aveva confermato che esiste una memoria che si imprime nella vita, che rimane nello spazio e nel tempo; la memoria di cui parla per l’appunto la fisica quantistica e non solo e che viene utilizzata anche nei principi omeopatici, come quella dell’acqua.

Ma la memoria è anche quella che commemoriamo noi in vita, nelle manifestazioni, eventi, festività; dunque riguarda chi è in vita anche se appartiene per principio originario a chi non c’è più.

La memoria che è impalpabile, impercettibile con i cinque sensi ma percettibile dentro di noi, così reale, così vivente.

Tutti noi vogliamo che quando non ci saremo più si abbia di noi una bella memoria; tutti noi o quasi: chi non vuole questo è legato terribilmente ad una sola soddisfazione materiale in maniera ossessiva, per es. una mentalità criminale; ma in linea di massima le persone normali non auspicano alla speranza di una propria brutta memoria nel tempo che verrà, che poi ci riescano o meno questo è un altro discorso.

Ma chi vuole lasciare una propria bella memoria nel tempo cerca di comportarsi con gesti altruisti, e questo comportamento è un credere ad una evoluzione che vada oltre il proprio modus egoico; dunque, si pensa di creare un qualcosa che rimane nel tempo nella storia per grande o piccola che sia, di segnare un solco.

E tale solco non può che essere di natura spirituale.

“io ho ritenuto e ritengo che le anime siano immortali”
(Giordano Bruno)

Articolo di Marco Mazzeo
presidente A.R.C: Associazione Romana di Cremazione

estratto dalla rivista “L’Ara”

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